La storia è bella perché è varia. Basta un nuovo documento, e quella che si ritiene una verità viene ribaltata. E così, dopo tanti anni che ne reclamavano la paternità senza mostrare documenti, gli eredi dei proprietari del ristorante “Roma” di Tolmezzo hanno finalmente tirato fuori la ricetta in grado provare (qualora la datazione sia certa) che il primo tiramisù con il mascarpone è nato da loro negli anni Cinquanta e non alle “Beccherie” di Treviso nel 1970, come finora si riteneva. Il documento, che vedete riprodotto qui, viene pubblicato da Clara e Gigi Padovani, “Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato” (Giunti). 

Il primo, e questo è certo – l’ho scritto anche nel mio “Il genio del gusto. Come il mangiare italiano ha conquistato il mondo” (Garzanti) – a chiamare un dolce tiramisù, è stato Mario Cosolo, del ristorante “Il vetturino”, di Pieris (Go). Siamo verso la fine degli anni Quaranta. Ma quel dolce semifreddo non era a base di mascarpone, bensì di panna, panna al marsala – una specie di zabaglione – buonissimo, la figlia di Mario, Flavia Cosolo, me l’ha fatto assaggiare e gliene sono grato.

L’altra certezza era, fino a qualche giorno fa, che la prima citazione scritta del tiramisù era quella del primo numeroi di “Vin Veneto” del 1981, dove Bepo Maffioli scriveva che il dolce era stato inventato dieci anni prima dal cuoco del ristorante “Alle Beccherie” di Treviso, Roberto “Loly” Linguanotto.

Mario Del Fabbro, figlio di Norma Pielli e Del Fabbro, già titolari del “Roma” di Tolmezzo (oggi chiuso), da tempo rivendicava il primato alla madre, morta novantasettenne nel luglio 2015. Le prove, però, non erano mai saltate fuori.

L’ex cuoco del Vetturino, Ennio Furlan, racconta una verità un po’ diversa, ovvero che il Roma faceva lo stesso tiramisù del Vetturino, perché i due ristoratori si conoscevano ed erano amici, così Del Fabbro avrebbe ripreso la ricetta di Cosolo. Anzi, ques’ultimo si sarebbe pure arrabbiato con il suo collega di Tolmezzo: «Ma come! L’ho inventato io e tu gli dai anche lo stesso nome?». Al che Beppino Del Fabbro gi avrebbe replicato: «Ma cosa vuoi che sia, siamo lontano, i clienti sono diversi». In effetti ai tempi erano pochi ad avere l’auto (i due ristoratori ce l’avevano, per quello andavano a trovarsi) e quindi a poter andare sia a Pieris, in provincia di Gorizia e in pianura (nota per aver dato i natali a Fabio Capello) sia a Tolmezzo, in provincia di Udine e in montagna (90 chilometri, secondo google maps).

È comunque certo che il tiramisù è partito alla conquista del mondo (in Giappone è il cibo italiano più conosciuto, più di pasta e pizza) partendo da Treviso, soprattutto grazie ad Alfredo Beltrame e ai suoi ristoranti “El Toulà” (un impero da 180.000 pasti all’anno) che hanno portato le specitlità trevisane a spasso per l’Italia e per il globo.Tiramisù ricettaTribunaTiramisù - cover