Chi sono

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Alessandro Marzo Magno, veneziano, cronista.

Sì, certo, fino a qualche anno fa facevo il cronista in senso proprio: lavoravo in un settimanale, “Diario”, e mi occupavo di esteri. Scrivevo reportage nello spazio.
Oggi invece pubblico libri di divulgazione storica. Scrivo reportage nel tempo.
La tecnica, però, è sempre la stessa: andare, vedere e riferire. Si può viaggiare a migliaia di chilometri di distanza, oppure rimanere fermi al proprio posto e viaggiare nel passato grazie ai libri e ai documenti d’archivio. Poi si riferisce.
L’obiettivo comunque è il medesimo: affascinare chi legge e farsi capire attraverso un linguaggio chiaro, lineare. Mi sono anche dato un altro fine: far comprendere che la storia è divertente, appassionante, non si limita affatto a un susseguirsi di date, di battaglie e di morti, come purtroppo spesso viene propinata.

Ho scritto una quindicina di libri, prima con la casa editrice il Saggiatore, poi con Garzanti. Sono stato finalista del premio Bancarella cucina, finendo secondo dietro a Joe Bastianich.
Sono nato e cresciuto a Venezia, mi sono laureato in storia veneta all’università di Venezia, e questo mi ha insegnato ad amare il bello, a cercare le radici, a indagare nel passato. Ho vissuto a Vicenza e a Vienna, vivo e lavoro tra Milano e Trieste; ho imparato a essere aperto sul mondo, a capire la frontiera, e quanto la convivenza sia difficile e precaria.
Ho conosciuto, da giornalista, la guerra nei Balcani e ho capito che il nazionalismo è la peggior peste che abbia afflitto l’Europa dalla seconda metà dell’Ottocento ai nostri giorni.
Ho insegnato all’università Statale di Milano: per due anni (2014 e 2015) ho curato un laboratorio semestrale di storia del cibo. Ho tenuto svariati incontri e lezioni sul tema cibo e guerra, una anche all’università di Lubiana (Slo), in inglese.
Scrivo ancora, seppur poco, nei giornali: di carta (Focus Storia) e online (Gli Stati Generali).
Sono uno degli ospiti fissi della trasmissione Geo & Geo, e ho partecipato a parecchi altri programmi radio e televisivi, sia rai, sia di emittenti private.
Sono sposato con Miriam e ho due figli, Marco e Peter.