Villa Fracanzan-Piovene, a Orgiano (Vi), è una splendida villa veneta progettata da Francesco Muttoni, considerato l’erede di Andrea Palladio. Al suo interno conserva una perla rara: un  locale cucina sopravvissuto pressoché intatto, addirittura con il soffitto annerito dal fumo della cucina economica priva di canna fumaria. Il lavabo che si vede nella foto è cinquecentesco, realizzato in marmo rosso di Verona e probabilmente proviene da un qualche monastero o convento della zona: è troppo bello e raffinato per essere stato concepito per la cucina di una villa, dove entrava solo il personale di servizio.

A una quindicina di chilometri da lì, ora in provincia di Verona, c’è Arcole, dove il generale Bonaparte vinse un’importante battaglia contro gli austriaci, il 15/17 novembfre 1796. Quando i francesi transitarono per Orgiano, sulla strada per Vicenza, misero gli occhi su questo importante lavabo, e pensarono di portarselo a Parigi. Era già stato smontato e pronto a partire, ma poi, per fortuna, se ne dimenticarono. Forse contribuì a farlo dimenticare il fatto che venne seppellito nel parco. Comunque negli elenchi di beni pronti ad andare per la Francia, c’è anche il lavabo di Orgiano, segno che l’intenzione di portarlo via c’era tutta. Era alimentato da una sorgente naturale.

Nella cucina, altro fatto rarissimo, sono sopravvissute le pentole in rame. Nel 1939 era stata adottata la legge di tutela sui beni culturali, voluta dal ministro Giuseppe Bottai per cercare di impedire che Benito Mussolini e Galeazzo Ciano consentissero l’esportazione di opere d’arte comprate da Adolf Hitler e Hermann Göring. A questo fine la legge risultò inutile, ma introdusse il concetto di bene tutelato e vincolato. Anche villa Francanzan-Piovene fu vincolata. Poco tempo dopo scoppiò la guerra e fu varato un provvedimento per confiscere i metalli utili ai fini bellici. Il padrone di casa di allora fece causa: «Ma come? Prima vincolate la villa e poi volete portarci via i rami? Eh no!». Trovò un giudice che gli diede ragione e i rami sono rimasti nella cucina di casa.

Ultima cosa: questa è la villa dov’è morta, il 7 giugno 1796, Elisabetta Caminer, la prima direttrice di giornale in Italia, nel 1777 aveva assunto la direzione dell'”Europa letteraria”, il giornale fondato dal padre (poi “Giornale enciclopedico).