Nell’ampio sottotetto di uno degli annessi di villa Manin, a Passariano (Ud), si trovano tre colonne con strani dipinti, solo parzialmente visibili. Su una colonna ci sono simboli incomprensibili, su un’altra lettere greche scritte in cerchi concentrici, sulla terza la parola che vedete nella foto. È la parola emèth, che significa verità. Gadi Luzzatto Voghera, che me l’ha tradotta (grazie) aggiunge: «È una parola dal fortissimo carattere mistico. I caratteri utilizzati sono perfetti anche se la prima lettera (si legge da destra a sinistra) è un po’ troppo staccata dalle altre».

È auspicabile che queste scritte vengano restaurate, in modo che si possano leggere per intero, ma rimane da capire il perché qualcuno le abbia tracciate in un sottotetto di villa Manin. Si compivano riti magici? Si riuniva una loggia massonica? Possibile, e avrebbe senso che le scritte si trovino distanti dal corpo dominicale: nel variegato panorama del patriziato veneziano i Manin appartenevano all’ala vicina alla chiesa cattolica e probabilmente non avrebbero gradito avere massoni in casa propria.