Chissà se tra le varie innovazioni sperimentate a Venezia e nel Veneto si possano annoverare anche i nani da giardino. Per chi non lo sapesse si tratta di statuette che ritraggono per lo più i nani di Walt Disney che molti amano disseminare nei propri giardini. Anni fa, in Francia, sorse persino un «Fronte di liberazione dei nani da giardino», un movimento goliardico che prelevava i nanetti dai giardinetti delle villette per riportarli nel loro ambiente naturale, il bosco. Ogni tanto chi faceva passeggiate nei boschi si imbatteva in decine e decine di nani «liberati».

Ebbene il precedente illustre sono le settecentesche statue di nani della vicentina villa Valmarana «Ai Nani», per l’appunto. Si tratta di 17 piccole statue in pietra che rappresentano nani. Erano state disseminate nel giardino – nani da giardino – ma alla fine del XVIII sono state collocate alla sommità del muro di cinta, dove si trovano tuttora. Naturalmente non poteva che nascere una leggenda attorno al nome della villa, ovvero che ci abitasse una contessina di nome Layla, affetta da nanismo. Il padre, per non farla sentire diversa, avrebbe scelto servitori pure loro nani, poi immortalati nelle statue in pietra.