Il 18 aprile 1948 – l’anno prossimo ricorreranno i 70 anni – la coalizione moderata guidata dalla Dc di Alcide De Gasperi sconfiggeva alle urne, con il 48 %, il Fronte popolare formato dal Pci e dal Psi, fermatosi al 32 %. Si è trattato di un appuntamento elettorale combattutissimo e drammatico, senz’altro il più teso della storia dell’Italia repubblicana: se avesse vinto il fronte delle sinistre c’era la concreta possibilità che l’Italia abbandonasse il campo occidentale e l’alleanza con gli Stati Uniti per entrare in qualche modo nell’orbita delle alleanze con Mosca (un po’ quello che in molti sembrano sperare oggi).

Per vincere quelle elezioni ogni mezzo era buono, anche il ritorno di celebri opere d’arte portate via dai nazisti e restituite grazie ai buoni uffici degli americani. La più celebre di tutti è il Discobolo, copia romana dell’originale greco di Mirone che nel 1938 era stato compiacentemente venduto al gerarca nazita Hermann Göring (peraltro in cambio di un telescopio mai consegnato). Gli americani decidono che anche le opere d’arte uscite dall’Italia prima dell’8 settembre 1943 (e quindi comprate dai nazisti e non sempliceente saccheggiate) sarebbero potute rientrare. È una mossa politica, chiaramente: i tedeschi si oppongono, alla fin fine quegli oggetti sono stati pagati, ma gli Alleati intendono favorire gli italiani e così accade. Grazie anche all’inteso lavoro di Rodolfo Siviero, lo 007 dell’arte che si dedica alla caccia dei tesori predati dai nazisti, l’Italia ottiene l’unica modifica al trattato di pace che consente il rientro di quei capolavori.

L’annuncio che il Discobolo ritornerà, assieme ad altre opere portate in Germania, è del 16 aprile 1948, ovvero due giorni prima la data delle elezioni. Il rientro effettivo avverrà qualche mese dopo in novembre. Quanti voti avrà fatto avere alla Dc l’eclatante annuncio che una delle opere più celebri dell’antichità classica, già proprietà della nobile famiglia Lancellotti, sarebbe tornata a casa?

La storia è narrata in Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler (Garzanti).